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Time Settings

Martina Verrillo

University / School

Ferrari Fashion School

Il tempo, spesso contrapposto all’ eternità, è il posto fisico e mentale di un’ossessione di ricordi costanti e nostalgici, ma anche della paradossale inconsapevolezza del futuro, da questa dicotomia prende forma la chronofobia, che per quanto possa essere sconosciuta è vista come un grande avversario per l’individuo, soprattutto a causa dell’incapacità di controllarla e per lo stato di forte ansia e panico che travolge l’uomo. “Time Settings” ossia -impostazioni del tempo- nasce con l’intenzione di raccontare attraverso forme, volumi e manipolazione di tessuti un processo temporale. la collezione trae ispirazione dalle forme scultoree dell’artista giapponese Toru Kurokawa, dalle tele decomposte di Jennifer Moss e dagli intrecci e sfrangiature di Claire Zeisler. Il protagonista di questa storia è una donna che cerca di scoprire e convivere con questa paura che puntualmente crea in essa una dissociazione dagli eventi presenti e una sospensione identificativa. Al giorno d’oggi l’uomo è messo di fronte a moltissime situazioni contemporaneamente dentro un piccolissimo arco temporale in cui si prefigge di concluderle, realizzarle, risolverle, ma chi dice che sia quello l’attimo giusto? Chi decide il tempo in cui dobbiamo ottenere un determinato risultato? Così facendo si da il giusto peso alla sequenza degli eventi? Sicuramente è una conseguenza di un’accelerazione temporale data dall’uomo stesso, ma in base a cosa? Forse è l’uomo che può riscoprire il senso dell’eternità nello scorrere del tempo e può farlo proprio poichè il significato del tempo risiede nell’umanità dell’uomo.

Time, often opposed to eternity, is the physical and mental place of an obsession of constant and nostalgic memories, but also of the paradoxal unconsciousness of the future, from this dichotomy, which knows it is foreword ‘seen as a great adversary to the individual, especially due to the inability to control it and for the state of strong anxiety and panic that overcomes man. “Time settings” is born with the intention of telling a time process through shapes, volumes and manipulation of fabrics. The collection is inspired by the sculptural shapes of the japanese artist Toru Kurokawa, from Jennifer Moss ‘decomposed canvas and Claire Zeisler’s plots and fringes. The protagonist of this story is a woman who tries to discover and live with this fear that punctually creates in it a dissociation from present events and a suspension identification. Nowadays man is faced with many situations at the same time in a very small timing arch in which he intends to conclude, realize, solve, but who says that is the right time? Who decides the time we should get a certain result? Doing this do you give the right weight to the sequence of events? It is definitely a consequence of a time acceleration given by the man himself, but on the basis of what? Maybe it is the man who can rediscover the sense of eternity in the passing of time and can do it yourself because the meaning of time resides in the humanity of man.