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Maria Camacho Herrera

Maria Camacho Herrera

University / School

Accademia Costume & Moda

La Casa Vestita dei Paesaggi della Memoria
Per tessere la narrazione della casa che volevo vestire, ho seguito il mio manifesto personale, una guida passo dopo passo per vestire la propria casa come riflesso di sé stessi.
Anche se avevo già stabilito che la narrazione sarebbe nata da un’esperienza personale, rileggere questo manifesto mi ha aiutato a trovare non solo la storia, ma anche il modo in cui raccontarla.
Per riuscire a intrecciare la mia narrazione, mi sono posta le seguenti domande:
1. Qual è il mio percorso?
2. Che tipo di impronta voglio lasciare?
3. Quale bellezza riesco a trovare nella mia vita quotidiana?
4. Qual è il mio legame con il territorio?
Lo sviluppo della narrazione è iniziato dal percorso che ho compiuto negli ultimi undici anni, durante i quali ho vissuto in quattro paesi diversi, parlato tre lingue differenti e sperimentato quattro climi diversi. Tuttavia, per riscoprire il mio legame con il territorio e la bellezza della mia quotidianità, ho scelto di creare paesaggi espressivi che richiamano alla memoria ogni singolo luogo vissuto, invece di rappresentarli letteralmente.
A causa delle differenze tra ciascuna di queste città, decidere una sola stagione o un unico tipo di abitazione è sembrata una missione impossibile.
Il risultato è La Casa Vestita: dei Paesaggi della Memoria, una collezione di venti proposte progettuali pensate per abitare la casa durante tutto l’arco dell’anno.
Proprio come il mio viaggio, la collezione è ricca di possibilità:
– include quattro famiglie associate a quattro stagioni (Inverno-Bogotá, Primavera-Città del Messico, Estate-Port of Spain e Autunno-Roma),
– è raccontata in tre lingue (inglese, spagnolo e italiano),
– esplora tre universi creativi (moda, interni e accessori)
– e presenta una palette cromatica ricca ed in continua evoluzione.
To weave the narrative of the house I wanted to dress I followed my own manifesto, which is a step by step guide to dressing one’s home as a reflection of oneself. Although I had already stablished that the narrative would come from a personal experience, revisiting this manifesto helped me find not only the story, but also the way in which it was going to be told. In order to get weave my narrative I asked myself the following questions: 1. What is my journey? 2. What kind of imprint do I want to create? 3. What beauty can I find in my daily life? 4. What is my connection to the territory? The development of the narrative started with the journey I’ve had in the last eleven years, where I’ve lived in four different countries, spoken three different languages and experienced four different climates. However to uncover my connection to the territory and the beauty of my daily life I chose to create expressive landscapes that reminiscing the memories I have from every single place, instead of literally representing each one of them. Due to the differences between each of these cities, deciding just one season, or one type of house seemed like an impossible mission. As a result, La Casa Vestita: dei Paesaggi della Memoria is a collection of twenty design proposals designed to inhabit the house all year long. Just like my journey, the collection is filled with different possibilities: has four families paired with four seasons (Invierno-Bogotá, Primavera-Ciudad de México, Summer-Port of Spain and Autunno-Roma), is told in three languages (English, Spanish and Italian), explores three creative universes (fashion, interior and accessories) and has an evolving and rich color palette.