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Anita Borelli

Anita Borelli

University / School

Next Fashion School

From my mind – to a shared vision

Il portfolio non è altro che il riassunto e l’essenza di ciò che sono, dello stile in cui mi rappresento e del messaggio che voglio portare. Sono una ragazza con la voglia e la necessità di scovare ciò che è particolare, ciò che è bello e ciò che lascia a bocca aperta ed ho una costante voglia di mettermi alla prova per migliorare la mia visione e le mie capacità.

“Dimenticato a memoria”, il primo progetto, è una denuncia verso gli adulti che si comportano in modo bambinesco rimanendo legati ad un passato che non può avere futuro. 

“D’amore si muore” vuole fare luce su una zona d’ombra: la malavita. Di questo contesto si analizza l’amore e la perdita e come questi due elementi si fondano nel momento del lutto. 

“Eternit”, al contrario, si concentra sull’intimo pensato per la prima notte di nozze, vuole fare riflettere sul momento del matrimonio come unione di anime alla pari e non come una sorta di contratto di sottomissione com’era in passato per le donne.  

La provocazione deve essere uno dei motori della moda, per dare sempre nuovi spunti e stimoli di riflessione tra nuove e vecchie generazioni. 

In conclusione, per me la moda è ricerca e innovazione, è passato, presente e futuro in un unico momento. Questo portfolio, quindi, è uno scrigno di rimandi, richiami e dettagli tutti da scoprire e mai lasciati al caso.

 

My portfolio is nothing less than a distillation of who I am, the style that represents me and the message I want to convey. I’m a young woman driven to seek out whatever is unusual, whatever is beautiful, whatever leaves people speechless, and I constantly challenge myself to refine my vision and my skills.

“Dimenticato a memoria”, the first project, is a protest against adults who behave childishly, clinging to a past that has no future.

“D’amore si muore” shines a light on a dark corner: the criminal underworld. Within that setting it explores love and loss, and the way these two forces fuse at the moment of grief.

“Eternit,” by contrast, centers on lingerie designed for the wedding night. It invites us to rethink marriage as a union of equal souls, not the contract of submission it once meant for women.

Provocation must be one of fashion’s engines, constantly offering new sparks and prompts for reflection across both young and older generations.

Ultimately, fashion for me is research and innovation; it is past, present, and future collapsed into a single moment. This portfolio, then, is a treasure chest of echoes, references, and details waiting to be discovered never left to chance.